Nel nostro paese (e non solo) i migranti LGBTQIA+ vivono una condizione di profondo disagio a causa della doppia discriminazione di cui sono spesso vittime (in quanto persone sia migranti che LGBTIQA+). Tale condizione intersezionale non solo implica un alto rischio di violenze ed emarginazione, ma può anche rendere difficoltoso, o addirittura pregiudicare, l’accesso ai servizi di assistenza e l’esercizio di diritti fondamentali (es. abitazione, salute, lavoro), con forti ripercussioni sull’ inclusione sociale. A ciò si aggiunge la complessità dell’iter per accedere alla protezione internazionale, ulteriormente aggravata dalla difficoltà di dimostrare il concreto rischio di subire persecuzioni o discriminazioni nel paese di origine, legate a orientamento sessuale o identità di genere. Ne discutiamo con:
Conclude l’incontro: Alba Bonetti (presidente Amnesty International Italia)
Introduce e modera: Marco D’Aloi (socio attivista Amnesty International Lombardia)