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Migranti LGBTIQA+

Limiti e prospettive di accoglienza, assistenza e accesso alla protezione internazionale

Nel nostro paese (e non solo) i migranti LGBTQIA+ vivono una condizione di profondo disagio a causa della doppia discriminazione di cui sono spesso vittime (in quanto persone sia migranti che LGBTIQA+). Tale condizione intersezionale non solo implica un alto rischio di violenze ed emarginazione, ma può anche rendere difficoltoso, o addirittura pregiudicare, l’accesso ai servizi di assistenza e l’esercizio di diritti fondamentali (es. abitazione, salute, lavoro), con forti ripercussioni sull’ inclusione sociale. A ciò si aggiunge la complessità dell’iter per accedere alla protezione internazionale, ulteriormente aggravata dalla difficoltà di dimostrare il concreto rischio di subire persecuzioni o discriminazioni nel paese di origine, legate a orientamento sessuale o identità di genere. Ne discutiamo con:

  • Alice Redaelli (Presidente del CIG Arcigay Milano, Progetto IO)
  • Sofia Lawrence, Roberta Romano e Davide Paulicelli (volontariɛ del Naga/progetto Cabiria)
  • Federico Lera (avvocato, membro del coordinamento rifugiati e migranti di Amnesty International Italia e socio dell’ ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione)

Conclude l’incontro: Alba Bonetti (presidente Amnesty International Italia)
Introduce e modera: Marco D’Aloi (socio attivista Amnesty International Lombardia)

quando

23 Giugno 2025 - 23 Giugno 2025

ore 18:30 - 21:00

Dove

Associazione Chiamamilano
Via Laghetto n. 2 - Milano

Ingresso

Gratuito

parte di

Convegno
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