Essere LGBTQIA+ in carcere vuol dire spesso non avere nome, non avere sezione, non avere diritti riconosciuti. Vuol dire essere “fuori posto” in un sistema già brutale. Perchè per le persone LGBTQIA+, la detenzione significa spesso doppia marginalizzazione: quella penale e quella legata all’identità di genere o all’orientamento.
Intervengono:
Modera PAOLO GRAVINA, he/him, attivista e volontario di CIG Arcigay Milano.